Quartiere delle pagode

Terminata la visita al museo del design, una componente del gruppo si è diretta al “Quartiere delle pagode”, che deve questo soprannome a tre edifici di gusto orientaleggiante che si trovano in questa zona: la Torre giapponese, il Padiglione cinese e il Museo d’arte giapponese.
Il complesso, voluto da Leopoldo II, risale ai primi del ‘900.
Le tre strutture, che ben rispecchiano l’interesse dell’epoca verso l’estremo Oriente, ospitano collezioni di manufatti e reperti etnografici cinesi e giapponesi.
Il contenuto dei musei è in carattere con le strutture adibite ad ospitarli, che infatti presentano tutti gli stilemi tipici dell’architettura religiosa estremorientale: tetti a spiovente incurvati verso l’alto, colonne decorate con draghi e statue leonine a guardia dell’ingresso. Ad accentuare l’aspetto quasi onirico di queste costruzioni così spettacolari ed inconsuete per l’Europa contribuisce la vegetazione lussureggiante che le circonda, creandovi attorno un’atmosfera fiabesca.
L’intero complesso monumentale è un perfetto esempio del fenomeno di adattamento di stili antichi ed esotici alle esigenze europee: la struttura della pagoda, concepita in principio come edificio religioso, viene applicata ad un museo dedicato alla cultura che l’ha ideata per ottenere il massimo effetto scenografico.

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